I luoghi

Scrive tra l'altro Anna Maria Crispino nella sua introduzione:

"Le dodici storie che compongono questo vasto affresco, intrecciate ad altrettante città vissute e narrate come luoghi dell'anima - mai cartoline, sempre significanti - non hanno nulla di certo minimalismo che pure ha segnato parte della recente narrativa italiana: non semplificano, non riducono, non banalizzano. Al contrario, pensano la complessità del presente, mettono in scena le molteplici figurazioni del femminile, rifuggono dal facile bianco e nero per disegnare tutte le sfumature, le differenze, le possibilità, i valori. La bellezza, dei personaggi e dei luoghi, sarà pure "minuta" ma è tale nella sua pienezza. E' una bellezza carnale, materica, di corpi e di pietre, di carne e di luci, di forme e di scorci visivi che delimitano spazi ma non orizzonti...
C'è un legame forte ma mai forzato fra le protagoniste dei racconti e i luoghi in cui abitano o in cui si recano: Verona, Roma, Torino, Trani, Brescia, Pisa, Viterbo, Milano Orvieto, Siena - ma anche Barcellona, Malta, Mentone. E Vigevano, la sua magnifica piazza e il suo Duomo, nel bellissimo Quasi un secolo...
Nei luoghi si nasce, si vive, si resta. Ma si può anche andar via, partire, per cercare silenzio, requie, spazio per sé, risposte su di sé. Flavia, in Melita enchantment, va a Malta e trova quel che cerca guardando con attenzione, da sola, senza interferenze. Margherita ha bisogno di andarsene a Mentone per riuscire a farcela, a chiudere il suo libro, all'ombra di un arcangelo che innalza una spada senza ferirla".

 

Di seguito i titoli dei 12 racconti e i luoghi che toccano

 

Verona, Piazza delle ErbeIncipit

Verona, Piazza delle Erbe

 

 

Roma, la Barcaccia a Piazza di SpagnaTropical tea

Roma, Piazza di Spagna

 

 

Torino, il monumento a Emanuele Filiberto a Piazza San CarloIl giorno delle streghe

Torino, Piazza San Carlo

 

 

 

Trani, Piazza della CattedraleIl circo

Trani, Piazza della Cattedrale

 

 

Brescia, Piazza della LoggiaCose che non si buttano mai

Brescia, Piazza della Loggia

 

 

Pisa, Piazza dei MiracoliIl campo dei miracoli

Pisa, Piazza dei Miracoli

 

 

 

Milano, Piazza della ScalaMelodramma familiare

Milano, Piazza della Scala - Viterbo, Teatro dell'Unione

 

 

 

Il Duomo di Orvieto visto da Via MaitaniEmicrania in cattedrale

Orvieto, Piazza del Duomo

 

 

 

Tipico e sontuoso balcone malteseMelita enchantment

La Valletta e l'isola di Malta

 

 

Siena, Piazza del CampoFonte Gaia

Siena, Piazza del Campo

 

 

Vigevano, la Piazza DucaleQuasi un secolo

Vigevano, Piazza Ducale

 

 

Mentone, la Basilique Sant-MichelMargherita e l'arcangelo guerriero

Mentone

 

 

Per alcuni brevi stralci dei racconti segui questo link

E scrive Teresa Mariniello, architetto, nella sua post-lettura:

"La libertà le protagoniste la vivono in luoghi cittadini, insieme a sentimenti come accoglienza, armonia, calore. Si
tratta di città diverse tra loro ma, ogni volta, sono lo sfondo appropriato alla storia delle protagoniste e hanno nella piazza un segno del loro carattere; è qui che queste donne aprono il loro cuore, qui trovano conforto e confronto, qui affermano infine la loro identità.
La piazza ha comunemente connotati di apertura, dal latino platea "strada ampia", dal greco πλατύϛ "largo"; dall'antichità classica è luogo di scambio, di incontri, di rappresentazione del potere politico e religioso, è un possibile crocevia di genti, fino ad essere in tempi moderni, a partire dagli interventi di Haussmann a Parigi con la creazione dei famosi boulevards, snodo stellare in cui convergono lunghi assi stradali, e per agevolare i nascenti problemi di traffico e per offrire vedute prospettiche centrali su monumenti di rilievo.
Il secondo filo che tiene i racconti individua la piazza come luogo in cui si esprime l'interiorità delle protagoniste; i
loro dubbi, percorsi, scoperte, decisioni, desideri.
E a prima vista sembra una contraddizione, ma la piazza è, oltre le cose dette, anche il luogo della memoria collettiva, della testimonianza delle vicende umane che si sono accumulate nel tempo e poi sedimentate e ancora accresciute per i tanti eventi pubblici e privati; tracciati di vie, segni di confini, costruzioni di guglie e lastricati, pozzi e lavatoi, angeli oranti e obelischi carichi di vittorie non sono altro che gli anelli di un grande albero che vive e respira.
La memoria è la coscienza della città e la percorre tutta come fosse linfa, così come accade a ogni persona.
La memoria è rinnovata ciclicamente dalla celebrazione dei riti, e questi mutano a seconda delle generazioni che si succedono, arricchendosi di nuovi elementi o trasfigurando i vecchi, ma lasciando sempre il nocciolo antico, la realtà primigenia che occorre ricordare.
E questa non è altro che la relazione particolare tra il sito e coloro che lo hanno scelto come proprio, che lì, precisamente lì, hanno edificato la casa collettiva, la città.
Esiste una vocazione del luogo a farsi architettura, esiste una relazione tra una situazione ambientale e la costruzione che sorgerà; il sito era, ma ancora oggi è a ben sentirlo, vissuto dal genius loci, da un'antica divinità intermedia che presiede e cura quanto c'è e poi si svolgerà di ampiamente collettivo su quella terra appena arata.
I punti singolari e caratteristici sono ancora presenti nelle città, talvolta si tratta di un'altura con un bosco ombroso in cui è accaduto un avvenimento peculiare, oppure di un anfratto roccioso pieno di echi, o spesso di una polla d'acqua che diventa sorgente, che diventa fontana, che diventa punto focale di una piazza".