Orvieto, MODO: Installazione fotografica con narrazioni. 2 aprile-2 maggio 2011

Ambra Laurenzi - Laura Ricci
DODECAPOLI
Multiscritture del femminile per un Grand Tour contemporaneo

Installazione fotografica con narrazioni

ORVIETO
MODO Palazzo Soliano - Sala Emilio Greco
2 aprile - 2 maggio 2011

 


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Si inaugura sabato 2 aprile 2011 alle ore 17,00 al MODO - Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto, nella Sala Emilio Greco di Palazzo Soliano, “Dodecapoli. Multiscritture del femminile per un Grand Tour contemporaneo”, installazione fotografica con narrazioni di Ambra Laurenzi e Laura Ricci. L'iniziativa, che resterà in allestimento fino al 2 maggio 2011, fa parte delle rassegne di AltroMODO, occasioni di arte, fotografia, musica e multimedialità dedicate al museo come luogo di ricerca delle radici profonde e universali dell'ispirazione artistica, come occasione di incontro tra tradizione e rinnovamento, di accostamento tra espressioni e modalità artistiche diverse che accettano la sfida di comunicare e contaminarsi.

Realizzata dall'Opera del Duomo di Orvieto in collaborazione con le edizioni LietoColle, si avvale del Patrocinio del Comune di Orvieto e del contributo di CrediUmbria e dell'Azienda Vinicola Falesco.

L'inaugurazione della mostra sarà accompagnata dalla presentazione del volume Dodecapoli edito da LietoColle, dodici racconti di Laura Ricci con tavole fotografiche di Ambra Laurenzi.

Immagine del manifesto della mostraIl libro, che si avvale di una prefazione di Anna Maria Crispino, saggista, e di una post-lettura di Teresa Mariniello, architetto, è strutturato in dodici dense storie che si snodano lungo spazi di riflessione interiore e di luminosa bellezza architettonica. Sul filo delle 150 pagine che lo compongono, dodici voci femminili attraversano, seguendo il loro casuale ma inarrestabile flusso di coscienza, ognuna da un punto di vista intimo e diverso, la storia recente del secondo Novecento: la storia "piccola" e quotidiana, ma anche l'entusiasmo del dopoguerra e il miracolo economico degli anni Sessanta, il forte richiamo nazional-popolare per l'Opera lirica e il fascino sull'immaginario esercitato dal mitico Teatro La Scala, l'inverno nero di Torino e il Sessantotto, le stragi degli anni Settanta e il crollo di un mondo che non avrebbe più potuto essere lo stesso. Una storia recente vista per così dire dall'interno; per dirla con Anna Maria Crispino, volta soprattutto a cogliere quanto "complicate e complesse, multiformi e sfaccettate" siano le esistenze "delle donne che siamo diventate a partire dalla seconda metà del secolo che abbiamo ormai lasciato alle spalle, e che l'autrice ci racconta con una cifra letteraria che riesce a trasfigurare l'autobiografismo e l'ideologia, che non cade mai nella tentazione del bozzettismo o del ritratto di maniera", per narrare e dar conto, ben oltre l'insensatezza e la volgarità delle odierne rappresentazioni massmediatiche, dello spettro di possibilità che la rivoluzione del Novecento ha aperto per il genere femminile: possibilità di essere, di libertà, di scelta, di espressione dei desideri.

Le dodici storie che compongono il vasto affresco di Dodecapoli sono coniugate, strettamente ma mai forzatamente, a dodici spazi architettonici che, delle riflessioni delle dodici protagoniste, costituiscono non un semplice sfondo, ma uno speculare luogo dell'anima. Un luogo interiore che la profondità e la delicatezza della ricerca parallela di Ambra Laurenzi riesce a trasfigurare, attraverso l'occhio fotografico, in spazi allo stesso tempo reali e immaginari, dove le protagoniste dei racconti possono liberamente agire e trovare il loro sentiero. "Ciò che si crea all'interno del fotogramma - Ambra Laurenzi scrive - è il risultato della personale relazione con lo spazio quando, per usare un'espressione cara a Cartier Bresson, l'occhio, la mente e il cuore sono sulla stessa linea. Seguendo lo svolgimento dei racconti di Dodecapoli le città si sono succedute nella mente lasciando immagini vive, che a poco a poco si sono trasformate in linguaggio visivo attraverso composizioni di volumi, di pieni, di vuoti, di prospettive e di materia, di atmosfere e di colori".

Piazze celebri, battute e trafficate, di Verona, Roma, Torino, Trani, Brescia, Pisa, Milano, Siena, Vigevano; e ancora l'isola di Malta e la città di Mentone, e naturalmente Orvieto, il luogo in cui le artiste vivono. Questi gli spazi del libro e dell'installazione a Palazzo Soliano, dove le ventisei tavole fotografiche del volume si moltiplicano, insieme a brevi e intensi stralci di scrittura e tra le pensose creature femminili scolpite da Emilio Greco, in cinquantasei pannelli di luminosa materica bellezza, atti a restituire, della bellezza, anche il potere salvifico. Per un “Grand Tour contemporaneo” che non sia solo il percorso già compiuto delle autrici, ma quello a cui le autrici invitano, per un viaggio iniziatico, il lettore/visitatore.
"Nulla nel mio lavoro di scrittura nasce o procede a casoscrive Laura Ricci nell'introdurre l'installazione foto/narrativa - come nella ricerca rigorosa e amorosa della mistica è nella costrizione che la parola cerca la strada. In questo lavoro, la costrizione amorosa sono state le architetture e gli spazi, il plasma della nascita la loro arcana corposa bellezza. È dal lucore e dall'ombra delle pietre, dalla disposizione e dal risuonare degli spazi, dalle tracce di memoria sedimentate e radicate che, affidandosi duttili al genius loci, le creature di Dodecapoli sono sbocciate e si sono disposte. Coniugando, a quei luoghi, strettamente il proprio sé, la nuova seppure ancestrale soggettività di vestali del nostro tempo. Umile ricettivo mezzo, la mia scrittura, con simile contemporaneità, ha ascoltato e guardato. Si è appoggiata, per meglio vedere, a un occhio fotografico. Alla fine del percorso, dopo il viaggio, per un nuovo viaggio iniziatico il piede invita ad andare".
 

La presentazione di “Dodecapoli. Multiscritture del femminile per un Grand Tour contemporaneo”, si aprirà alle ore 17,00 con il saluto del Presidente dell'Opera del Duomo Francesco Venturi, del Sindaco di Orvieto Antonio Concina e dell'editore Michelangelo Camelliti.

Seguirà la lettura del racconto dedicato a Orvieto e, in particolare, al patrimonio materico e simbolico del suo Duomo, protagonista, insieme al complesso personaggio di Elena, di uno dei racconti del libro, "Emicrania in cattedrale", in cui il Duomo di Orvieto diviene metafora di un sofferto e tuttavia necessario e affascinante percorso di autenticità: voci recitanti Daniele Barcaroli e Loretta Fuccello, musiche originali del Maestro Alberto Petrollini, interventi alla chitarra del Maestro Ivano Ciofi.

Seguiranno gli interventi di Anna Maria Crispino, Società Italiana delle Letterate, e di Giuseppe M. Della Fina, etruscologo e saggista; concludono Laura Ricci, scrittrice, e Ambra Laurenzi, fotografa. Coordina Alessandra Cannistrà, curatore delle collezioni del MODO.

Il pomeriggio terminerà con la visita all'installazione fotografica e con un Vin d'honneur offerto da Falesco con la collaborazione di Bon Ton.

In occasione dell'installazione fotografica "Dodecapoli. Multiscritture del femminile per un Grand Tour contemporaneo" al MODO, le edizioni LietoColle hanno creato uno speciale segnalibro con il Duomo di Orvieto che sarà offerto in omaggio a chi acquisterà il volume, disponibile, per tutta la durata della mostra, al Bookshop del Museo dell'Opera del Duomo.