Dodecapoli: foto d'artista per pensare visivamente

di Luca Gervasio

Si è conclusa il 23 giugno 2011 la mostra fotografica di Ambra Laurenzi "Dodecapoli – Multiscritture del Femminile per un Grand Tour contemporaneo", ospitata alla Casa internazionale delle donne di Roma e inaugurata lo scorso 16 giugno in occasione della presentazione del libro di Laura Ricci "Dodecapoli" (edizioni LietoColle), alla cui narrazione le foto si coniugano strettamente.

Mostra Dodecapoli - Roma

Le fotografie esposte accompagnano chi visita la mostra in un viaggio all'interno di alcune città – come suggerisce il titolo, dodici - raccontate attraverso un filtro personale e emozionale capace, come i racconti del libro, di esaltarne determinate caratteristiche. Quanto al carattere di multiscrittura del progetto delle autrici, è presente nella mostra attraverso i passaggi particolarmente significanti che hanno stimolato il lavoro fotografico, tratti dal libro e riportati in pannelli esplicativi.

Come la parola scritta si spinge frequentemente oltre il suo significato primario per assumere una significazione più complessa, così anche le fotografie hanno la capacità di trasformare semplici elementi iconici in connotazioni e simboli, diventando parte integrante di un altro linguaggio. Accade allora, come in queste coinvolgenti istantanee di Ambra Laurenzi, che alcuni luoghi conosciuti e familiari siano da riscoprire nuovamente in una visione resa insolita da colori ora desaturati o sfumati, ora accentuati: Trani appare sommersa dall'intensità del colore del mare e del cielo, e il Duomo di Orvieto viene ricondotto a un bianco e nero architettonico essenziale ed elegante.

Ma anche le piazze appaiono trasfigurate da una nuova visione: Piazza della Scala a Milano diventa uno scenario teatrale, preannuncio di una rappresentazione operistica che si sta svolgendo all'interno; Piazza dei Miracoli sembra aver incorporato coloro che si godono i suoi prati come elementi fissi di una scenografia; e Piazza del Campo a Siena assume il carattere onirico di un rifugio sognato.

I luoghi e il mondo che ci circonda rappresentano spesso una sorta di materiale grezzo da plasmare e in questa mostra, sperimentando ciò che afferma Rudolf Arnheim - "percepire visivamente è pensare visivamente" - è davvero possibile spingere il pensiero oltre, per elaborare nuove percezioni e nuovi significati (Rudolf Arnheim, Il Pensiero visivo, Ed. Einaudi 1974).

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